Questo blog nasce con queste (pie) intenzioni (vedi qui) che ripeto con altre parole: tutti coloro che, cristiani cattolici vicini o lontani, che fossero nel dubbio, che avessero magari scordato le poche nozioni di catechismo imparate distrattamente da bambini, che anche seguendo con amore le vicende di Santa Madre Chiesa, fossero nelle ambasce causate dalla confusione dottrinale, morale e di fede, in cui versano clero e fedeli e che avessero l'intenzione di (Ri)avvicinarsi a Gesù Via Verità e Vita, ebbene, dicevo, potranno trovare in questo blog uno strumento di divulgazione di notizie cattoliche e non, scevro da falsità dovute a ignoranza o peggio, a maliziosa ideologia (vedi qui)(vedi qui)(vedi qui). Naturalmente non voglio ergermi a "maestrina dalla penna rossa"; sono solo un umile strumento per divulgare la Verità che è Gesù Cristo; cerco di divulgare, trasmettere e ripubblicare notizie utili - a quanti sopra ho citato - affinché vengano svelate menzogne, manipolazioni, manovre propagandistiche lesive e nocive a Gesù Cristo e Santa Madre Chiesa. Amen. Lo so, lo so... le forze del male sono forti, hanno grande potere nel mondo, hanno grandi disponibilità finanziarie, hanno grande fascino verso le menti deboli, hanno capacità persuasive; al loro servizio si pongono tutti coloro che odiano Gesù Cristo e la Chiesa (da Lui fondata); tutti coloro che negano che Gesù Cristo è DIO e adorano altri dei; la lista dei nemici di Gesù è lunga, lunghissima, le statistiche ci dicono che i cristiani nel mondo, sono più di due miliardi, ma sono cifre nominali, non corrispondenti al reale numero di fedeli credenti, questo sito (certamente di parte) trionfalmente ci da numeri mooooolto minori e senza venire in soccorso a questi atei (dichiarati), pur tuttavia dobbiamo riconoscere che i cristiani che "veramente credono" sono dell'ordine di una frazione decimale a quanto dichiarato. Ce ne dobbiamo preoccupare? No! siamo e saremo sempre "minoranza", ma Dio ama i piccoli e i deboli, è Lui la nostra forza. I nemici di Gesù sembrano pregustare la vittoria finale ma.... NON PRAEVALEBUNT. In attesa dello scontro finale, a contrastare la verità ci si mette anche qualche vescovo? parrebbe di sì, ed ecco che giungo all'argomento di oggi: il baccano mediatico e direi anche la confusione nei fedeli per quanto affermato da padre Giovanni Cavalcoli, teologo domenicano, dai microfoni di Radio Maria e per quanto ne è conseguito per l'intervento anche di alcune eminenti figure della gerarchia vaticana tra le quali il vice segretario di stato vaticano mons. Angelo Becciu; cosa ha affermato padre Cavalcoli e cosa ha commentato mons. Becciu lo possiamo leggere in questo articolo di: lanuovabq.it - chi non si fidasse, farà bene a fare una breve ricerca sul web per verificare quanto successo, potrà così discernere - usando sapientemente dei doni divini tra i quali la ragione - tra bene e male, tra falsità e verità, tra candore e malizia. Aggiungo che di quanto si parla nell'articolo, cioè castighi divini sì, castighi divini no, ne avevo già accennato in questo mio post per un altro caso molto simile - leggere per credere - sembra un copia-incolla, stessa situazione e (quasi) stessi attori coinvolti (forse) malgrado loro. Il tutto riproposto, per far notare che quando si attiva la macchina del tritacarne mediatico (qualche volta chiamata macchina del fango) non c'è salvezza, vieni condannato prima ancora di renderti conto di quale terribile delitto hai compiuto... e se poi qualche mente più sveglia od onesta si prende la briga di approfondire, facendo notare che magari... forse... quello che è stato scritto... non è proprio proprio quello che è accaduto, BEH PAZIENZA... per le scuse, per le rettifiche, per il danno fatto... tutto passa in cavalleria... Pronti via... avanti un altro! Ma c'è di più, forse a voler pensar male (qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma si indovina), si potrebbe pensare che per un infortunio linguistico (se... infortunio era) basterebbe una rettifica o un chiarimento sull'argomento trattato, ma appunto, questi signori della "macchina del fango" sono lì, pronti, in attesa che la loro vittima faccia un passo falso, ed ecco che non aspettano altro che azzannare il malcapitato alla giugulare per succhiarne l'onore e la vita. E' questo il caso di Radio Maria? Potremmo chiedercelo, perché dall'evento accaduto è chiaro che né la Radio né il suo direttore avessero colpa alcuna; Radio Maria risulta estranea, ma è anche quella che ne ha riportato il danno maggiore, con il monito di "conformarsi" alle direttive vaticane o in alternativa di subire... subire che? possibili ritorsioni? in che campo? Ai posteri l'ardua sentenza.
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Dio perdona, il Vaticano no - terremoto e castigo divino,
fulmini su Radio Maria
di Riccardo Cascioli - www.lanuovabq.it
E alla fine toccò anche a Radio Maria entrare nel mirino dei nuovi giudici
implacabili che puniscono inesorabilmente quanti non si sottomettono alla
dura legge della Misericordia. Fatto senza precedenti, è stato addirittura il
numero 2 della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, a
intervenire pesantemente per ammonire Radio Maria a «correggere i toni
del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della
misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa
Francesco specie nell’anno giubilare». Parole che sono pietre per una
emittente che, pur di dimostrare fedeltà agli indirizzi pastorali di papa
Francesco, ha eliminato dalla conduzione diversi collaboratori di peso. Ma
cosa avrà combinato il buon padre Livio Fanzaga per meritare questa
reprimenda?
In realtà padre Livio c’entra poco, il “crimine” è stato commesso da
padre Giovanni Cavalcoli, teologo domenicano, durante la sua
trasmissione lo scorso 30 ottobre. Secondo l’Espresso, che per primo ne
ha dato notizia, padre Cavalcoli avrebbe detto che il recente terremoto è
conseguenza dell’approvazione della legge sulle unioni civili. Da qui lo
scatenarsi della bagarre, l’intervento di monsignor Becciu e a ruota altri
vescovi, e controreplica di Cavalcoli che invita tutti a ripassare il
catechismo. Ma ricostruiamo tutta la vicenda.
PADRE CAVALCOLI
Avesse veramente detto le cose come sono state riportate dalla stampa,
indubbiamente padre Cavalcoli avrebbe detto qualcosa di insostenibile,
come del resto aveva già spiegato Gesù: «Quei diciotto, sopra i quali
rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti
gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete
tutti allo stesso modo» (Lc. 13, 4-5). Il disastro naturale non è la
punizione diretta per un peccato, piuttosto costituisce un invito alla
conversione.
Ma per tornare a padre Cavalcoli, in realtà il suo discorso (aggiunto da
leggersi sotto a questo articolo) è stato molto più articolato nel tentativo
di rispondere a un ascoltatore sul tema delle conseguenze del peccato
mortale e dell’eventuale relazione tra peccati mortali e terremoti. Padre
Cavalcoli ha spiegato il significato di peccato mortale; ha affermato che le
catastrofi naturali sono conseguenza del peccato originale; è stato molto
prudente nel collegare il terremoto alla conseguenza di gravi peccati come
quello dell’approvazione delle unioni civili «per non trarre conclusioni che
rischierebbero quasi la superstizione»; ma allo stesso tempo ha detto che
sì, può essere anche pensato come «castigo divino» ma non nel «senso
afflittivo» quanto «nel senso di richiamo alle coscienze».
LA STAMPA
I giornalisti ci hanno messo un po’ ma alla fine l’Espresso è uscito
denunciando la “frase choc” di radio Maria: “il terremoto è la punizione
per la legge sulle unioni civili”. Una semplificazione scorretta, una
evidente strumentalizzazione. All’inizio la frase viene attribuita a padre
Livio, poi corretta: responsabile del misfatto è padre Cavalcoli, che
immediatamente si ritrova nel tritacarne dell’informazione. A ruota
arrivano tutti i giornali, ovviamente nessuno si disturba a verificare
quanto abbia effettivamente detto. E allora quella frase, così ingiusta nei
confronti degli sfollati del Centro Italia, arriva ai piani alti del Vaticano...
MONSIGNOR BECCIU
... e il numero due della Segreteria di Stato, monsignor Becciu, interpellato dall’ANSA, non si fa pregare e spara a zero: «Sono affermazioni offensive
per i credenti e scandalose per chi non crede», dice monsignor Becciu che, dopo aver impartito altre lezioni di misericordia, allarga il discorso
dal singolo intervento all’attività della radio: «Radio Maria deve
correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al
messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione
da papa Francesco specie nell'anno giubilare». Seguono le scuse alle
vittime del terremoto.
L’intervento del Sostituto alla Segreteria di Stato vaticana, come
prevedibile, fa il giro del mondo. E a ruota lo seguono altri vescovi:
monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, parla di «scempiaggini
blasfeme»; e monsignor Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, non può
«tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali,
stampati o parrocchiali quando si attribuisce al terremoto la valenza di
"castigo di Dio per le unioni civili"». È chiaro che nessuno di loro ha
ascoltato o letto per intero l’intervento di padre Cavalcoli, sono bastate
poche righe sui giornali di regime per decretare la sentenza. E del resto
padre Cavalcoli, immediatamente accalappiato dai conduttori del
programma radiofonico La Zanzara, non fa nulla per placare la tempesta,
magari spiegando la differenza fra ciò che aveva detto e ciò che è stato
riportato, anzi rincara la dose citando anche Sodoma e Gomorra.
RADIO MARIA
Prima ancora che monsignor Becciu scagliasse i suoi fulmini, nel tentativo
di prevenire la tempesta Radio Maria si era affrettata a smentire il
coinvolgimento di padre Livio e a prendere le distanze da padre Cavalcoli,
di cui però – sul sito dell’emittente - veniva correttamente riportato audio
e trascrizione completa dell’intervento: «Le espressioni riportate – si
legge nel comunicato – sono di un conduttore esterno, fatte a titolo
personale, e non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al
riguardo». Evidente l’imbarazzo per un “incidente” che rischia di far
saltare delicati equilibri ecclesiali a danno dell’emittente. Imbarazzo tale
da non tentare neanche di chiarire cosa ha effettivamente detto padre
Cavalcoli, abbandonato così al suo destino. Ma l’intervento di monsignor
Becciu dimostra che, malgrado l’estrema abnegazione con cui padre Livio
sostiene la linea pastorale del pontificato – fedele allo statuto
dell’emittente –, a Roma ci sono molti che non amano Radio Maria e il
rilancio dei messaggi di Medjugorje.
Fa comunque molto riflettere la pesantezza dell’intervento di
monsignor Becciu, che non ha assolutamente precedenti. Considerando le
vere e proprie eresie che spesso vengono diffuse da giornali ed emittenti
cattoliche anche istituzionali senza che dai vertici Cei o vaticani venga
articolato un solo suono, il siluro lanciato per una interpretazione
tendenziosa di un intervento lascia stupefatti. Non può poi certo essere
ignorato il fatto che monsignor Becciu non si è limitato a stigmatizzare
l’infelice uscita di padre Cavalcoli, ma ha voluto regolare i conti con la conduzione di Radio Maria in generale. Cambi linguaggio e si converta al
messaggio della Misericordia, ha detto chiaramente; e non si sa con quale
autorità visto che Radio Maria non dipende dalla Santa Sede.
Ma si capisce che in questo clima di pacificazione con il mondo, la
nomenclatura non tollera neanche che si usi un concetto come “castigo”,
che pure ha fondamento biblico e si trova anche in una preghiera
popolare come l’Atto di dolore («...peccando ho meritato i Tuoi castighi»).
Nessuno credo abbia in mente di proporre l’idea di un Dio vendicativo ma
fare credere alla gente che il peccato non abbia conseguenze temporali,
oltre che eterne, è un inganno bello e buono.
E questo, pur lasciando in pace le popolazioni vittime del
terremoto, che hanno bisogno di aiuti materiali ma anche di preghiere,
non certo di battaglie ideologico-religiose e di regolamenti di conti giocati
sulla loro pelle.
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RADIOMARIA
SOSPESA LA TRASMISSIONE DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI
Radio Maria ritiene inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli
riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua
trasmissione mensile.Tale posizione non è in linea con l'annuncio della
misericordia che è l'essenza del cristianesimo e dell'azione pastorale di Papa
Francesco. Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la
sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza
nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di
preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la
Chiesa.
TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI ALLA
DOMANDA DI UN ASCOLTATORE SUL TERREMOTO
Ascoltatore: La domanda che le voglio fare è la stessa ma è duplice, nel senso: con
il Battesimo l'uomo entra nella grazia di Dio, comincia a circolare in questa
dinamica virtuosa; quando l'uomo con il peccato mortale invece esce da questa
vita, le conseguenze sono solo spirituali o possono essere anche materiali? E
allargo il discorso, per quello dicevo che la domanda è duplice, ma è grosso modo
la stessa radice: quando un popolo o i legislatori di questo popolo fanno delle
leggi contrarie a Dio, come purtroppo è avvenuto in Italia qualche mese fa – mi
riferisco alle leggi sulle unioni civili e a tutto quello che vorrebbe conseguirne,
quali sono le conseguenze? E arrivo al punto della mia domanda: le catastrofi naturali come il terremoto, possono essere una conseguenza di un popolo, di un
legislatore che fa delle leggi contrarie? Il terremoto di questi giorni può avere una
radice....?
Padre Cavalcoli: Allora, riprendiamo tutto il suo discorso. Le conseguenze del peccato
mortale: il peccato mortale è la perdita della grazia tuttavia Dio sta vicino a tutti,
quindi c'è la possibilità che il peccatore si penta e se si pente riacquista la grazia,
grazia, come ho detto, che deriva dal battesimo. Quando uno cade nel peccato
mortale, si potrebbe dire che la grazia del battesimo quasi si addormenta, di fatto
la perde. Per cui se disgraziatamente dovesse morire va all'inferno, è una cosa
abbastanza seria. Quindi in caso di peccato mortale bisogna rimediare quanto
prima. Altre cose che lei ha detto, la legislazione che è in contrasto con la nostra
religione. Sì, anche queste leggi sulle unioni civili certamente ci creano molta
difficoltà a noi credenti, non c'è dubbio. Che relazione ci può essere col peccato?
Bisogna stare attenti, le leggi dello stato purtroppo a volte possono manifestarsi
ingiuste, quindi noi cristiani non dobbiamo approfittarne, perché se ne
approfittiamo pecchiamo, possiamo peccare anche mortalmente. Per quanto
riguarda poi la questione dei terremoti, cosa possiamo dire? Anche qui posso
rispondere con sicurezza come dogmatico: una cosa è sicura, che i cataclismi, la
natura, i disordini della natura, tutte quelle azioni della natura che mettono in
pericolo la vita umana sono di tanti tipi, le alluvioni, eccetera, hanno una
spiegazione di carattere teologico. Non sto facendo il geologo, distinguiamo bene i
campi - un conto è una causa fisica di un terremoto, non è il mio campo, lascio
tutto il campo agli esperti e mi auguro con tutto il cuore che la scienza
progredendo, possa – e ci arriveremo un giorno, ci arriveremo! Come abbiamo fatto
tante conquiste, arriveremo in qualche modo a capire quali sono le cause e quindi
fare in modo o di difenderci da questi terremoti, poterli prevedere, o (adesso non
vorrei spararla grossa) chi non sa che un giorno non arriveremo anche a impedirli,
perché no? Comunque, chiuso questo, io sono un teologo, andiamo avanti col
discorso teologico. Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato
originale, quindi si possono considerare veramente come castigo del peccato
originale – anche se la parola non piace, ma io la dico lo stesso, è una parola
biblica, non c’è nessun problema. Naturalmente bisogna intendere bene cosa si
intende per castigo. Poi un'ultima domanda che lei dice: ma non saranno un castigo divino per azioni
commesse oggi nella nostra società? Questo è un discorso molto più delicato,
eventualmente si può avere una qualche opinione, qui non si riesce a raggiungere
una sicurezza, a meno che uno non abbia un'illuminazione divina. Io vi dico questo,
una mia opinione personalissima. Mi ha profondamente colpito questa enorme
disgrazia della distruzione della chiesa, che ricorda a Norcia San Benedetto. Mi ha
colpito molto, ripeto, non voglio trarre delle conclusioni che rischierebbero quasi
la superstizione, però vi confesso che mi ha molto colpito in questo senso: chi è
stato Benedetto? Benedetto è il patrono d'Europa, è il padre della civiltà cristiana
europea. Oggi, ormai, i più grandi studiosi non solo cattolici, ma anche laici,
stanno constatando una gravissima crisi nell'Europa, e anche l'altro giorno
ascoltavo una conferenza del professor Gotti Tedeschi, che è un grande
economista ma nello stesso momento è anche filosofo, è anche teologo, e si è
fermato su questa situazione e ha mostrato il legame che c'è tra la crisi economica europea e la crisi spirituale europea. Adesso non mi diffondo ma è stata
interessantissima, tra l'altro ha accennato a come [...]...esimo interessante, anche
lui, economista di fama internazionale ha detto che la crisi della famiglia, il calo
delle nascite, è legato anche al processo di "miserimento" verso il quale noi stiamo
andando con la dissoluzione, col fatto che le industrie vanno all'estero sta
succedendo che i grandi sogni di potenza europea stanno cadendo e in altre
grandissime zone del pianeta come in Cina, in America Latina, in Africa, lì non c'è
questo calo di nascite, ci sono famiglie numerose, negli stessi paesi islamici, e lì è
in atto un grosso sviluppo economico per cui noi europei che vantavamo questa
bella idea, questa idea malthusiana che la riduzione delle nascite avrebbe
aumentato la ricchezza, sta succedendo l'inverso. Allora arrivo al dunque: castigo
divino. Vedete un po’, insomma, si ha l’impressione che queste offese che si
recano alla legge divina, pensate alla dignità della famiglia, alla dignità del
matrimonio, alla stessa dignità dell’unione sessuale, al limite, no? Vien fatto
veramente di pensare che qui siamo davanti, chiamiamolo castigo divino,
certamente è un richiamo molto forte della provvidenza, ma non tanto nel senso,
non diciamo nel senso afflittivo, ma nel senso di richiamo alle coscienze, per
ritrovare quelli che sono i principi della legge naturale.
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