mercoledì 31 luglio 2019

Il perdono della Porziuncola


IL PERDONO DELLA PORZIUNCOLA

Il perdono della Porziuncola, che cos'è'? 

Da questo sito: [ https://www.porziuncola.org/il-perdono-della-porziuncola.html ] ho estratto alcune brevi notizie esplicative, mentre per chi volesse approfondire l'argomento consiglio di visitare direttamente il sito sopra citato che ne fa una esaustiva spiegazione, quindi:

Il perdono della Porziuncola è il singolarissimo privilegio dell'indulgenza che va sotto il nome di “Perdono d’Assisi” o – appunto – "Indulgenza della Porziuncola", e che da otto secoli converge verso di essa milioni di pellegrini desiderosi di varcare la “porta della vita eterna” per ritrovare pace e perdono. La festa del Perdono inizia la mattina del 1 agosto e si conclude alla sera del 2 agosto, giorni nei quali l’Indulgenza della Porziuncola, qui concessa per tutti i giorni dell’anno, si estende alle chiese parrocchiali e francescane di tutto il mondo. L’aspetto religioso più importante del “Perdono d’Assisi” – e di ogni Indulgenza – è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall’impegno a emendarsi dal proprio male per vivere sempre più la propria vita secondo il Vangelo, così come hanno fatto tutti i santi ed in particolare Francesco e Chiara, a partire proprio dalla Porziuncola. L’evento del Perdono della Porziuncola resta una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco d’Assisi. Le fonti narrano che una notte dell’anno 1216, san Francesco è immerso nella preghiera presso la Porziuncola, quando improvvisamente dilaga nella chiesina una vivissima luce ed egli vede sopra l’altare il Cristo e la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Essi gli chiedono allora che cosa desideri per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco è immediata: “Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe” ... “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli dice il Signore - ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”. Francesco si presenta subito al pontefice Onorio III che lo ascolta con attenzione e dà la sua approvazione. Alla domanda: “Francesco, per quanti anni vuoi questa indulgenza?”, il santo risponde: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice, il 2 agosto 1216, insieme ai Vescovi dell’Umbria, annuncia al popolo convenuto alla Porziuncola: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Ogni fedele può lucrare per se stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio indulgenze sia parziali sia plenarie. Il perdono del peccato e la restaurazione della comunione con Dio comportano la remissione delle pene eterne del peccato. Rimangono, tuttavia, le pene temporali del peccato. Il cristiano deve sforzarsi, sopportando pazientemente le sofferenze e le prove di ogni genere e, venuto il giorno, affrontando serenamente la morte, di accettare come una grazia queste pene temporali del peccato; deve impegnarsi, attraverso le opere di misericordia e di carità, come pure mediante la preghiera e le varie pratiche di penitenza, a spogliarsi completamente dell’“uomo vecchio” e a rivestire “l’uomo nuovo” [Cfr. Ef 4,24].

Vengono di seguito descritte le condizioni necessarie per lucrare l’Indulgenza della Porziuncola e le corrispondenti disposizioni con cui il fedele dovrà chiederla al Padre delle misericordie:

1- Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio;
2- Partecipazione alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;
3- Visita alla chiesa della Porziuncola ...
4- … dove si rinnova la professione di fede, mediante la recita del CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana,
5- … e si recita il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
Una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. Normalmente si recita un Padre, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il romano pontefice.

Quando e dove è possibile lucrare l’Indulgenza della Porziuncola?
1- Alla Porziuncola i pellegrini possono ottenere l’Indulgenza tutti i giorni dell’anno, una volta al giorno, per se o per un defunto;
2- Dalle 12 del 1 agosto alle 24 del 2 agosto di ogni anno la stessa facoltà è estesa a tutte le chiese parrocchiali e a tutte le chiese francescane.


Parliamo della Grazia della Indulgenza ottenuta da San Francesco per tutti coloro che la vorranno ottenere, perché oggi nella Santa Chiesa cattolica abbiamo bisogno di essere raggiunti da queste grazie che ci fanno riconoscere la presenza del peccato e la necessità di confessarlo e pentiti, di non ricadere nel peccato, cosa non facile in Ogni tempo, ma cosa ancora più difficile nel Nostro tempo, segnato da confusione morale e teologica, da dubbi e ribaltamenti delle verità insegnate da sempre dalla Santa Chiesa Cattolica.... finora! Oggi la grande fatica del cristiano è quella di riuscire a restare fedele a Gesù Cristo così come la Santa Chiesa ce lo ha fatto conoscere custodendo e tramandando ogni Sua parola senza cambiare o togliere uno iota. La Fede in Gesù Cristo oggi è terribilmente in discussione da parte di Teologi e Pastori di anime che sembra facciano di tutto per farla perdere a chi ancora ne ha un briciolo.


Il Signore Gesù ha ben messo in guardia questi Pastori che, se sono senza fede, la vogliono far perdere anche al gregge. Siamo in trepida attesa di quanto potrebbe accadere al Sinodo per l'Amazzonia indetto per il prossimo autunno; le modalità dello svolgimento e dell'esito dei due precedenti Sinodi fanno sì che i timori di derive eretiche anticipate dall'Instrumentum Laboris del Sinodo per l'Amazzonia - criticato, anzi rigettato dai pochi Vescovi e Cardinali che ancora osano parlare - siano più che mai presenti. Per chi voglia approfondire questa tematica ma anche altre tematiche legate a Fede, Morale, Teologia e tutto quello che ruota intorno alla vita della Chiesa Cattolica, rimando agli articoli che scrive  Francesco Lamendola e che potrete leggere qui sotto; la lettura di questi articoli aiuterà a essere informati di quanto accade nella Chiesa e nel mondo, aiuterà a rafforzare la Fede piuttosto che perderla; la Verità che è Gesù Cristo, oggi va difesa e annunciata dai tetti; nel mio piccolo uso questo strumento che è internet e che può entrare nella casa di molti, chi legge diffonda.

Raccolta di articoli di Francesco Lamendola   

Giugno  ➼  Leggi   ➼  Scarica  Giugno

Raccolta di articoli di Francesco Lamendola   

Luglio  ➼  Leggi   ➼  Scarica  Luglio

La Verità che è Gesù Cristo viene egregiamente anzi lodevolmente annunciata ogni giorno da tanti sacerdoti (ancora) fedeli a Gesù, uno di essi - chi legge questo Blog lo conosce bene - è padre Giorgio Maria Farè; nelle sue omelie - chi ascolta ne darà testimonianza - la Verità viene gridata dai tetti, senza giri di parole o infingimenti, così come l'abbiamo sentita annunciare per 2000 anni.

L'infamità della calunnia, colui che parla male è un calunniatore

Sant'Antonio da Padova

Chi non distingue confonde

L'eccellenza della Verità

La Verità risorge sempre

La gravità del peccato veniale

Eleazaro la forza dell'esempio

Insegnare la via di Dio secondo Verità La difficoltà dell'essere veri

La Verità è intangibile

Le opinioni degli uomini non sono la Verità

Io ve l ho detto La Verita non delude mai


venerdì 21 giugno 2019

Ad maiorem Dei gloriam et salus animarum


Per istoriare questo Post avrei potuto inserire una immagine del Sacro Cuore di Gesù, dato che il mese di giugno è a Lui dedicato, ma ho voluto metterne una della Santissima Trinità che mi sembra più rappresentativa del tema di questo Post. Tema: Dio al primo posto (il Dio cattolico... naturalmente... non si sa mai oggi cosa qualcuno potrebbe pensare), ma proprio in questi giorni l'amico Catholicus, mi ha inviato dei suoi lavori che mi chiede di pubblicare su questo Blog (a queste richieste non so dire di no... anzi!) e che allego a fine Post come tutte le volte che mi capita di poter condividere dei testi o degli audio interessanti sempre "ad maiorem Dei gloriam et salus animarum". La frase virgolettata è presa proprio dall'incipit dei lavori di Catholicus e non può meglio significare le stesse intenzioni di questo Blog. Anche questa volta per meglio diffondere la sana dottrina cattolica, approfitto delle catechesi di Padre Giorgio Maria Farè, che in questi tempi di sbandate eretiche e di confusione morale e dottrinale, rappresentano dei punti fermi e saldi per quanti NON vogliono apostatare dalla Verità di Gesù e dalla Santa Chiesa. Sempre di Padre Giorgio e sempre dal Suo Sito, consiglio di leggere un suo articolo che è stato ripreso anche dalla Nuova Bussola Quotidiana, intitolato: "Il Sacro Cuore di Gesù, l’Amore che non si risparmia"; è un bellissimo articolo sul Sacro Cuore di Gesù, la cui festa cade quest'anno il 28 giugno; Gesù stesso apparendo a Santa Margherita Maria Alacoque, Le dice: 

“Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino a esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore. In segno di riconoscenza, però, non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudini per le loro tante irriverenze, i loro sacrilegi e per le freddezze e i disprezzi che essi mi usano in questo Sacramento d’Amore. Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che mi trattano così. Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore, ricevendo in quel giorno la santa Comunione e facendo un’ammenda d’onore per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Io ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo divino Amore su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che gli sia reso da altri”.

Ricordiamoci quindi di onorare Gesù come Lui vuole essere onorato, non trascuriamo il Suo amore per noi, non inventiamoci devozioni strane, Lui ci ha detto cosa vuole: facciamolo! (Gv.2,5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà»). Ricordiamoci anche dell’Ammenda chiesta da Gesù, cioè l’Atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù da recitarsi il giorno della festa.


Ed ora bando alle ciance: come promesso inizio ad elencare i lavori dell'amico Catholicus:

Articoli di Catholicus #01.      Scarica     ➽    Leggi

Articoli di Catholicus #02.      Scarica     ➽    Leggi

Articoli di Catholicus #03.      Scarica     ➽    Leggi

Articoli di Catholicus #04.      Scarica     ➽    Leggi

Articoli di Catholicus #05.      Scarica     ➽    Leggi

Ed ora le omelie di Padre Giorgio Maria Farè + due di Don Leonardo Maria Pompei (la n° 1 e 7 ; anche Lui ogni tanto lo ritroviamo su questo Blog con le Sue omelie).

Liberi di scegliere il nostro destino

Rendere a Dio quello che è di Dio

Con Dio non si gioca

Ascoltare Dio nel silenzio

La casa di Dio non è un mercato

San Nicola e la santa ira

Conoscere Gesù per gioire in Lui solo

L obbedienza alla Parola di Dio

E' il silenzio che matura il Regno di Dio in noi

I confessori della fede sparsi nel mondo ci spingono a dire il nostro Grazie a Dio

Perché tu sia felice e diventiate molto numerosi

L Amore a Dio viene prima di tutto

Aderire a Gesù in ogni momento della vita




Raffaello Sanzio (1483-1520) - Disputa del Sacramento (1509)




sabato 1 giugno 2019

Dite qualcosa di Cattolico...


Qualche anno fa un esponente della Intelligencija della sinistra italiana disse una frase che divenne celebre, anzi un tormentone: «...D’Alema... dì una cosa di sinistra… una cosa anche non di sinistra… una parola di civiltà… qualcosa!». Parafrasando questo influencer al caviale, vero radical chic come molti intellettuali de noantri, oserei chiedere ai (più alti) rappresentanti della Chiesa (Una Santa e Cattolica), vescovi cardinali e pap... di dire, dire qualcosa di cattolico; qualcosa che corrisponda al vangelo, al catechismo, alla tradizione che la Chiesa ha sempre trasmesso senza osare mai modificare o alterare; vorrei sentire dire alle loro eminenze qualcosa di veramente cattolico ma... ma su temi di fede, non solo su temi ambientali, sociali, sociologici o piattamente terreni. Invece... silenzi... doppi sensi... dubbi... eresie, sì eresie qua e là dette con nonchalance da po' po' di generali dei gesuiti, da (porno)teologi, da (udite udite) vescovi (a fondo pagina un esempio). Per sentire qualcosa di cattolico allora a chi ci rivolgeremo? Al clero no! A chi? Ai laici? Un noto influencer (questa volta sì veramente cattolico) in un suo articolo ha affermato (tra l’altro…) che: “ […] ma mi sono stufato di curati, parroci, vescovi e cardinali i quali vengono a spiegarci senza alcuna remora che la chiesa la dobbiamo salvare noi laici.” Un bell’articolo ma, fatta salva la stima completa e incondizionata che tributo all’estensore del sopra citato articolo, la sua tesi non mi convince del tutto e cercherò di argomentare la mia opinione; in questi ultimi travagliati anni della vita della Chiesa, molti (chi più chi meno ma spero molti), si sono accorti che i Pastori che dovrebbero governare il gregge, sono diventati afoni se non muti del tutto; a fronte dell’aumento esponenziale di situazioni borderline tra fede ed eresia, tra verità e menzogna, tra dogmi e pastorale,  tra tradizione e modernismo, i Nostri Pastori sempre più spesso… tacciono o peggio fingono di non vedere, ma… un cieco che guida altri ciechi finirà in un fosso… con tutto il suo seguito. Siamo tutti stati testimoni di affermazioni, atti, comportamenti che di cattolico non hanno nulla e che la gerarchia cattolica, fino al più alto grado ha posto in essere causando al popolo cristiano turbamento, sgomento, disorientamento, finanche dolore, e inoltre nella Chiesa ci sono stati scontri dottrinali e pastorali, con polemiche e scandali tra vescovi e intere conferenze episcopali in disaccordo fra loro. SE (e qui parlo per me!), constatando la grave crisi di Fede esplosa nella Chiesa e vedendo la stessa barca della Chiesa nella tempesta perfetta rischiare il naufragio, non avessi avuto dei punti fermi, forse avrei perso la fede. Di quali punti fermi parlo? Chi ha mantenuto salda la rotta e continuato a parlare con verità? Ripeto, qui parlo per me, ma debbo dire che ho trovato ben poche persone tra il clero su cui fare affidamento; tutti a minimizzare gli scandali che si susseguivano o darne delle letture ipocrite. I laici, sì hanno parlato senza ipocrisia, non tutti anzi in realtà un “piccolo resto” oltretutto denigrato e continuamente oltraggiato dai potenti personaggi che hanno occupato la Chiesa; un “piccolo resto” che di fronte allo sgretolamento  della morale e della fede hanno saputo dire si, si no no! Da questi laici ho sentito parole di fede speranza e carità verso la Chiesa tradita e oltraggiata da molti troppi Pastori senza più (ormai) fede. Quindi da chi oggi possiamo sperare di sentire “qualcosa di cattolico”? Vedo intorno a me, nelle parrocchie (che frequento o di cui mi giungono notizie) devastate dal relativismo e dal politically correct, tanta superficialità, (parlo sempre secondo la Mia esperienza), tanto attivismo, fare, fare, ma se provo a toccare qualche argomento di morale, di liturgia allora vengo subito etichettato e scende il silenzio anzi il gelo. E’ grazie ad internet che ho potuto allargare la mia visuale, conoscere uomini e donne di fede, approfondire le mie conoscenze sulla Chiesa e la mia religione. Ma internet è uno strumento da maneggiare con prudenza, si può trovare tutto e il contrario di tutto, bisogna imparare a riconoscere (nel cattolichese si dice discernere) il vero dalle fakenews, i troll dagli amici, i manipolatori dalle persone genuine, i complottisti dal vero complottoVoi ed io, noi tutti insieme abbiamo da pregare molto e intensamente perché il Signore mandi molti santi sacerdoti, perché: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!» (Mt. 9,37-38) In attesa di ciò facciamo buon uso dell’esempio di tanti (in realtà pochi) santi laici che ci edificano e rafforzano la nostra fede con parole ed opere così come la Santa Chiesa ha custodito e tramandato a noi per 2000 anni senza cambiare uno iota.


Questo è uno dei vescovi della neo-chiesa di cui non sappiamo che farcene.

Questo sito ha come scopo la diffusione della sana e santa dottrina cattolica, se fatichiamo a sentire dai nostri sacerdoti "qualcosa di cattolico" è una Grazia allora se vengono in aiuto i "laici"; in anni non sospetti ho avuto la possibilità di ascoltare apologeti laici di grande spessore di fede e cultura, che mi hanno aiutato a crescere nella fede in Nostro Signore Gesù Cristo, per questo ringrazio il Signore e tutti loro. Non essendo alla loro altezza mi limito a riportare su questo blog "qualcosa di cattolico". Sono articoli di Francesco Lamendola che chi legge questo blog conosce, è una selezione di articoli tratti dallo sterminato archivio del suo sito. Il mio lavoro è stato solo quello di scegliere alcuni articoli, raccoglierli per data di pubblicazione mese per mese, da leggersi tutti d'un fiato.


Raccolta di articoli di Francesco Lamendola   ➼ LeggiScarica  Marzo

Raccolta di articoli di Francesco Lamendola   ➼ LeggiScarica  Aprile

Raccolta di articoli di Francesco Lamendola   ➼ LeggiScarica  Maggio



mercoledì 29 maggio 2019

Gesù Cristo Eucaristia


Aprile e Maggio sono mesi in cui è tradizione celebrare la Prima Comunione dei bambini; è una tradizione che vuole ricollegarsi a quella originale di ricevere il Sacramento nella veglia pasquale. Il 12 di maggio, la Chiesa ricorda la beata Imelda Lambertini e l'ha proclamata patrona delle Prime Comunioni. La NBQ riporta un bell'articolo sulla sua vita, (si può leggere qui), e io voglio riportarne il brano del Miracolo:

Il 12 maggio 1333, infatti, accade il miracolo. È la vigilia dell’Ascensione e tutto il monastero è in trepidazione per i preparativi della festa. Anche il cuore di Imelda è trepidante poiché crede e spera che, proprio in quella speciale occasione, lei si possa finalmente unire all’Amato Sposo. Per questo, quando la superiora le nega di nuovo il permesso di accostarsi alla mensa eucaristica, la piccola suora scoppia in un pianto di dolore inconsolabile. Ma la fanciulla, che era una sposa docile e obbediente, si fa forza e assiste silenziosa alla Santa Messa. E mentre osserva le altre suore comunicarsi, invoca con forza nel suo cuore lo Spirito Santo, supplicando Gesù di venire presto nell’anima sua. È a questo punto che lo Sposo non può più resistere a tanta brama d’amore: quando era ormai chiusa la porta del Tabernacolo ed erano già state spente tutte le candele sull’altare, improvvisamente, il coro si illumina di una luce miracolosa e si riempie di un aroma buonissimo. È allora che dal Paradiso scende un’Ostia consacrata che sosta nell’aria, sopra il capo della beata, la quale tremante e con le mani giunte si consuma di desiderio. Intanto, il profumo e la luce miracolosi sono così forti da richiamare tutti in chiesa. Alla vista del prodigio il Sacerdote, rimessi cotta e stola, subito si inginocchia e, pregando, attende: l’Ostia lentamente discende e si posa sulla patena. Oramai nessuno può più negare a quel cuore ardente il suo grande amore: Gesù Eucaristia. "Il Corpo di nostro Signore, Gesù Cristo, custodisca l'anima tua per la vita eterna", con queste parole il Cappellano pone il Pane degli Angeli sulle labbra di Imelda.

Ma il finale di questa storia è ancora più esaltante:

I presenti esplodono di gioia nel vedere la beata, inginocchiata e tutta avvolta nello splendore dell’Ostia radiosa che si riflette sul suo volto. Le suore a gran voce intonano il Magnificat a lode e gloria del Padre che ha compiuto le sue meraviglie. È festa grande, ma Imelda non sente nulla: con le mani incrociate sul petto, è rapita in quell’estasi d’Amore che tutta la trapassa. Scorre il tempo, ma la beata non rinviene, non risponde, non dà segni di vita. Il motivo lo si seppe poco dopo: la Sposa di Cristo non si era fatta attendere e, appena comunicata, aveva reso lo spirito al Suo Signore, passando dalla gioia dell’amplesso eucaristico, al gaudio delle nozze eterne.

Sì, la Sposa di Cristo non si era fatta attendere e, appena comunicata, aveva reso lo spirito al Suo Signore, passando dalla gioia dell’amplesso eucaristico, al gaudio delle nozze eterne. Che questa Grazia possa accadere per ciascuno di noi!


Un breve video sulla beata Imelda Lambertini


E poiché stiamo parlando di Eucaristia, voglio aggiungere, come faccio spesso, alcuni audio di omelie di Padre Giorgio Maria Farè, tutti incentrati sulla EUCARISTIA. Il motivo della pubblicazione di questi Audio, come nei Post precedenti di Testi, (lo rammento per i distratti) sta nel primo Post di questo sito: vedere per credere, anzi cliccare per leggere.

La devozione di San Francesco verso la Santissima Eucaristia

Noi cosa siamo disposti a dare per l'Eucaristia

E' veramente troppo umiliante stare in ginocchio e prostrarsi davanti al Signore Gesù Cristo

La necessità urgente di una rivisitazione integrale del nostro modo di accostarci alla SS.Eucarestia

La Comunione spirituale

Gli effetti della Comunione spirituale

Solennità della Madonna del Carmine 2018

La piccola ombra di Gesù. Genuflessione o inchino

Il primato dell'Eucarestia

Custodire la presenza di Gesù in noi

La porta stretta e l'esperienza di Padre Ermanno Cohen

Il coro evanescente dell'alba e il canto silenzioso degli angeli

Tutto ciò che si fa per l'Eucarestia non è mai troppo

Gesu in preghiera. Lampada eterna dinnanzi al Padre

L'uomo giusto abita presso la pace del Tabernacolo



martedì 12 marzo 2019

Cinquanta sfumature di grigio






Cinquanta sfumature di grigio... Alt fermi tutti! Non siete capitati su un sito erotico... a meno che (forse) cercavate proprio quello... NO! la mia intenzione nell'evocare questo romanzo del filone erotico si ferma solo al titolo, per chi fosse in procinto di scandalizzarsi, lo tranquillizzo: non l'ho visto! non è fra i miei interessi, ma il battage pubblicitario è stato ampio e il titolo è stato ripreso nelle più disparate occasioni, per le suggestioni che porta con se. Anche a me torna utile questo titolo, per parlare di ciò che più mi interessa: la Fede in Gesù Cristo. Parafrasando quel titolo potrei dire: cinquanta sfumature di Fede. ma fossero Solo cinquanta! in questo nostro tempo di dilagante confusione, ci troviamo di fronte a cento, mille, diecimila sfumature di Fede; sembra che ormai ognuno si sia fatto la propria religione, a misura del proprio modo di pensare. Dalle mie parti si usa ancora citare un vecchio detto dialettale che suona così: - Tant co' tant tsukk - (non sono nemmeno sicuro che la grafia sia corretta) e il senso di questo detto è che per quante teste (co') ci sono, altrettanti modi di pensare differente scaturiscono (tsukk = zucche, nel senso di testa dura); il risultato è che a questo mondo ognuno di noi pensa e vede la realtà attraverso le lenti della propria mentalità, dei propri gusti, in sostanza ognuno di noi crea la propria matrix. Anche nella Fede e nella religione, lo starete sperimentando anche voi, che a causa di questo relativismo in cui siamo caduti, ognuno tende a costruirsi la propria religione come in un supermercato, prendiamo ciò che ci piace e lasciamo ciò che ci sembra superfluo. "Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione": queste parole furono pronunciate dal Card. Caffarra per denunciare lo sgretolamento e la liquefazione della Fede nella Chiesa con cui espresse le sue perplessità e la sua preoccupazione, non solo nei riguardi di Amoris Laetitia ma di tutta la situazione della Chiesa. Anche io mi associo a chi denuncia il grave pericolo che noi Cattolici stiamo correndo riguardo al tesoro che abbiamo costudito finora con amore: la Fede in Gesù Cristo e nella Sua Chiesa. A questo fine è dedicato questo mio Blog e lo spazio in esso contenuto è solo per questo intento. L'amico Catholicus mi chiede un poco di questo spazio proprio per combattere questa battaglia ed io sono ben disposto a concederlo, pubblicando una serie di articoli di Autori già conosciuti su questo Blog. Chi leggerà questi testi potrà anche avere sensibilità diverse (Tant co' tant tsukk) ma riconoscerà che l'intenzione degli scritti, anche se non tutto di ciò che vado pubblicando sia da me condiviso (anch'io sono una zucca), è a gloria di Nostro Signore. Pubblico scritti di Francesco Lamendola e di Luciano Pranzetti; un grazie a Catholicus che me li ha fatti avere.

Raccolta 17 di Articoli di Francesco Lamendola  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 18 di Articoli di Francesco Lamendola  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 19 di Articoli di Francesco Lamendola  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 20 di Articoli di Francesco Lamendola  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 21 di Articoli di Francesco Lamendola  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 1 di Articoli di Luciano Pranzetti  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 2 di Articoli di Luciano Pranzetti  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 3 di Articoli di Luciano Pranzetti  ➼ Leggi ➼ Scarica

Raccolta 4 di Articoli di Luciano Pranzetti  ➼ Leggi ➼ Scarica











martedì 5 marzo 2019

IL SANTO VOLTO DI GESU' CRISTO


Oggi, Festa del Santo Volto di Gesù Cristo, non potevo passarlo in silenzio.  Questo Blog è dedicato proprio alla devozione del Santo Volto; è per questo motivo che scrivo questo Post.


Per prima cosa allego quattro audio, omelie di padre Giorgio Maria Farè, che padre Giorgio ha tenuto in questi giorni in vista della ricorrenza di oggi. Non c'è bisogno di spiegare chi sia padre Giorgio, ma per chi non lo conoscesse può visitare il sito ufficiale: https://www.veritatemincaritate.com


La 1° omelia del 28/2/2019: 
L'obbedienza è la somma penitenza




La 2° omelia del 1/3/2019
Desiderare Gesù vale piu che sentirlo e vederlo




La 3° omelia del 4/3/2019
L'affidamento a Dio dentro l'impossibilità umana




La 4° omelia del 5/3/2019
Un vero apostolo va a testa alta al pensiero di Dio - Festa del Santo Volto di Gesù






Inoltre proprio questa mattina La Nuova Bussola Quotidiana pubblica una intervista a padre Giorgio sul tema odierno che voglio a mia volta pubblicare integralmente, lasciando che, chi volesse leggerla in originale, lo potrà fare  seguendo questo link all'articolo.



Volto Santo, la devozione che ha per fine il Paradiso


Di Ermes Dovico
Oggi ricorre la festa del Volto Santo, che Gesù chiese di istituire attraverso le rivelazioni alla beata Pierina Maria de Micheli, la quale riuscì pure a diffondere la relativa medaglia malgrado gli ostacoli di Satana. Una devozione nutrita da moltissimi santi perché, spiega alla Nuova BQ il carmelitano Giorgio Maria Faré, «credo che Cristo, vero Dio e vero uomo, voglia centrare la nostra attenzione sulla sua sacra Umanità», in quanto «non c’è niente che ci rimanda alla persona più del suo volto».


«O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti “l’obbrobrio degli uomini e l’uomo dei dolori”, io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto di un lebbroso... Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito Amore, e mi consumo dal desiderio di amarti e di farti amare da tutti gli uomini. Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori. O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore. Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo Amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto glorioso. Amen».

L’autrice di questa bellissima preghiera, santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (1873-1897), aveva appreso la devozione al Volto Santo dalla sorella Pauline (Madre Agnese di Gesù) fin dai suoi primi passi al Carmelo di Lisieux. Proprio dal Carmelo vogliamo prendere spunto per ricordare che oggi, nel martedì che precede il Mercoledì delle Ceneri e quindi il tempo quaresimale, cade la festa del Volto Santo, ancora poco diffusa ma che Gesù desidera venga stabilita in tutta la Chiesa come ha chiesto esplicitamente alla beata Madre Pierina Maria de Micheli (1890-1945).

Per approfondire i tratti di questa devozione la Nuova Bussola ha intervistato il carmelitano Giorgio Maria Faré, che oggi (7:30), al Carmelo di Monza, ha celebrato una Messa dedicata.

ED - Padre Giorgio Maria, può dirci intanto come ha scoperto la devozione al Volto Santo di Gesù?

GM - La mia devozione nasce dal mio cognome religioso: quando un postulante diventa novizio nell’Ordine carmelitano rimane il nome di Battesimo ma gli viene dato pure un cognome religioso. Io mi chiamo proprio fra Giorgio Maria del Volto Santo, e il mio cognome religioso è come quello di santa Teresina, che si chiamava Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. Ho iniziato così ad approfondire questa devozione e poi negli anni ho conosciuto la figura della beata Madre Pierina Maria de Micheli, ho letto il suo diario e la sua biografia, arrivando a distribuire le medaglie per i fedeli che per prima lei fece coniare.

ED - A proposito di Madre Pierina, Gesù le aveva detto: «Voglio che il Mio Volto, il quale riflette le pene intime del Mio Animo, il dolore e l’amore del Mio Cuore, sia più onorato. Chi mi contempla mi consola». C’è una richiesta di Gesù di essere consolato, anche se alla fine siamo noi a essere consolati da Lui.

GM - Sì, questa è una richiesta molto chiara che Gesù fece anche a molti altri santi come Gemma Galgani, Margherita Maria Alacoque, Pio da Pietrelcina, eccetera. Quando il Signore appare nelle sembianze della Passione chiede sempre di essere consolato, di ricevere riparazione per tutti gli oltraggi da Lui patiti.

ED - Colpisce il fatto che santa Teresina fece quest’aggiunta al suo nome religioso, «… e del Volto Santo», in un secondo momento, si potrebbe dire un approfondimento della sua spiritualità. Colpisce pensando anche alla foto del suo viso celestiale al momento della morte, come se fosse un riflesso del Volto divino impresso su di lei.


GM - Il cognome religioso si può cambiare prima della professione solenne, lei comunque era stata dall’inizio devota al Volto Santo. Riguardo al suo volto al momento della morte posso dire questo: l’Amore conforma. In santa Teresina questa conformazione fondata sull’Amore si è ampiamente e perfettamente realizzata. E quindi vediamo il volto dell’Amato in colei che l’ha sempre contemplato.

ED - Anche per questo, poco prima di morire, lei scriveva a un fratello spirituale: «Non muoio, entro nella vita»?

GM - Esatto.

ED - Padre, ha ricevuto testimonianza di qualche conversione legata al Volto Santo?

GM - Non ho avuto notizia fin qui di fatti miracolosi relativi a guarigioni corporali, ma diverse persone mi hanno parlato della devozione al Volto Santo come un miracolo di conversione interiore, che è quello che più conta per la nostra eternità. Questo succede grazie al porsi in contemplazione davanti al Volto di Gesù e all’Eucaristia, perché non dimentichiamo che la medaglia del Volto Santo porta da un lato l’immagine del Volto di Gesù, dall’altra l’Eucaristia: questa è infatti assolutamente una devozione eucaristica. Diverse persone che hanno partecipato devotamente alla celebrazione, hanno pregato e ricevuto l’immagine grande del Volto di Gesù mi hanno proprio testimoniato questo cambio di vita, una vita molto più impegnata, molto più incentrata sull’Eucaristia: questo è il guadagno fondamentale della devozione. E Gesù lo dice infatti alla beata Madre Pierina: la devozione al Volto Santo non è un’alternativa a quella al Sacro Cuore di Gesù, ma un completamento.

ED - A proposito di completamento, Gesù ha chiesto nei secoli di propagare la devozione al Suo Santissimo Nome, al Sacro Cuore e ora al Volto Santo. Riguardo al Nome divino, san Bernardino da Siena insegnava che questa devozione era necessaria per il rinnovamento della Chiesa; riguardo al Sacro Cuore, la devozione si radicò definitivamente grazie alle rivelazioni a santa Margherita Maria Alacoque in un’epoca in cui l’eresia giansenista allontanava il popolo dai sacramenti. Adesso, attraverso moltissime rivelazioni di Gesù e Maria negli ultimi due secoli, il Cielo chiede a tutti i fedeli di diffondere la devozione al Volto Santo, che è poi il Volto che potrà contemplare chi guadagnerà il Paradiso. Come vede questo piano di progressiva rivelazione di Dio agli uomini?

GM - Guardi, credo che con questa devozione al Volto il Signore voglia centrare la nostra attenzione sulla sua sacra Umanità, esattamente secondo il percorso di santa Teresa d’Avila, cioè la centralità dell’Umanità di Cristo, vero Dio e vero uomo. Perché noi chiaramente vedendo il volto vediamo la persona, non c’è niente che ci rimanda alla persona più del suo volto. Immagini una fotografia, un ritratto, un dipinto: noi, vedendo il volto, vediamo la persona. Anche la cura con cui Nostro Signore ha chiesto, per mezzo di santa Faustina Kowalska, il dipinto di Gesù Misericordioso è emblematica.


ED - Proprio santa Faustina si rattristò inizialmente alla vista del dipinto che non rispecchiava la bellezza di Gesù e Gli chiedeva piangendo: «Chi può dipingerti bello come sei?». Ma Lui la consolò e rassicurò dicendole che l’importanza di quell’immagine non stava nella sua bellezza ma nelle grazie da Lui donate a chi l’avrebbe venerata.

GM - Esatto, il dipinto è bello, ma santa Faustina diceva che Gesù è molto più bello e non si poteva rendere la Sua bellezza. Il punto è proprio la Grazia che Gesù comunica. Perciò mi sembra che il cuore della devozione del Volto Santo sia riscoprire l’Umanità di Cristo come luogo e come tempo per un incontro vero col Signore, non un incontro ideale o sentimentale, ma un incontro reale con Dio che si è fatto uomo in mezzo a noi e per noi. In questo senso va pure l’altra grande devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù, diffusa da san Gaspare del Bufalo. Tutta l’Umanità di Cristo è stata resa, in tempi diversi, oggetto di meditazione e contemplazione.

ED - Cosa l’ha colpita di più della beata Madre Pierina Maria de Micheli?

GM - Direi che la sua è un’esperienza che va conosciuta integralmente. Sono indicativi tutti gli ostacoli che ha avuto da parte del demonio, che gliene faceva di tutti i colori e arrivò a picchiarla per cercare di impedirle di coniare e diffondere la medaglia con il Volto Santo di Gesù. Evidentemente perché la temeva. Tutto il suo percorso di fede - la sua vita da religiosa, le apparizioni di Gesù e della Madonna - è molto bello. Eppure, nonostante queste esperienze mistiche molto forti, diverse delle quali avute in tempo di guerra, lei ha sempre condotto una vita ordinaria, normale. Non è semplicemente la medaglia che ci consegna, è una santa che ci consegna un’esperienza di fede e di appartenenza a Gesù veramente straordinaria, unica, com’è unica l’esperienza di ogni santo, dove appunto l’Eucaristia è centrale.

ED - Santa Matilde già nel XIII secolo aveva avuto da Gesù una rivelazione riguardante il Volto Santo: il Signore le disse che «nessuno di loro sarà mai separato da Me» riferendosi a chi avrebbe onorato con amore la memoria della sua Faccia.


GM - Sì, e a maggior ragione è una festa da celebrare con tanta fede.







mercoledì 18 aprile 2018

La Verità, la Chiesa, il gregge allo sbando e i lupi travestiti da agnelli



E' da un po' di tempo che non scrivevo su questo blog, trovo sempre meno tempo per farlo, ci sono cose più importanti a cui dare la precedenza, ma eccomi qui... dunque dove eravamo rimasti?  Ah si! La VERITA' che è N.S.G.C. e tutto ciò che sta accadendo nel mondo ma soprattutto nella Chiesa. Nel mondo con fake-news colossali come quelle  sul gas nervino in Siria che ha quasi scatenato la terza guerra mondiale e ciò che da tempo accade nella Chiesa; abbiamo visto e udito cose che voi umani non potreste immaginarvi : due papi viventi,  un eresiarca che dopo 500 anni viene (quasi) santificato, esortazioni e interviste papali che seminano dubbi e incertezza tanto che come ebbe a dire il compianto card. Caffarra: «Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione» e l'elenco potrebbe andare avanti ancora, ma non lo farò io, a questo ci ha pensato con tanti suoi articoli Francesco Lamendola che ripropongo in questa raccolta che mi è stata gentilmente "passata" dall'amico Catholicus che ringrazio, ecco allora "qualche" articolo che  fotografa crudamente la situazione attuale della Chiesa e di noi povere pecore di questo maltrattato gregge da parte di pastori-lupi travestiti da agnelli (Gv. 10,1-18)

Il buon pastore

[1] «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. [2] Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. [3] Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. [4] E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. [5] Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». [6] Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro. [7] Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. [8] Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. [9] Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. [10] Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. [11] Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. [12] Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; [13] egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. [14] Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, [15] come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. [16] E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. [17] Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. [18] Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».  (Gv. 10,1-18)

E qui di seguito ecco le otto raccolte di articoli di Francesco Lamendola che fanno seguito ad altre otto che avevo già pubblicato qui.









Naturalmente tutti questi articoli sono scaricabili anche dal sito originale www.accademianuovaitalia.it ma radunarli in queste raccolte facilita la lettura