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giovedì 8 giugno 2017

L'angolo della Fede - Sodoma sarà la paga degli empi travestiti da agnelli


Questa è una rubric(hett)a che periodicamente aggiungo al blog, l'ho chiamata "L'angolo della Fede" e consiste nel riportare delle brevi omelie di sacerdoti "affidabili" cioè portatori di "sana dottrina cattolica", quella che la Santa Madre Chiesa ha sempre proclamato per almeno duemila anni, SI lo so che ultimamente ci sia un po' di confusione, qualche vescovo che per esempio affermi che: “la sua preghiera di intercessione e la sua voglia di osare salvano Sodoma. La città è salva perché ci sono i giusti, anche se pochi; ma la città è salva soprattutto perché c’è Abramo, uomo di preghiera, che non fa da accusatore implacabile, non parla contro ma parla a favore. Abramo, uomo di preghiera, non denuncia i misfatti, ma annuncia la possibilità di qualcosa di nuovo. Abramo, uomo di preghiera, annuncia e invita a guardare alle possibilità positive. Abramo, uomo di preghiera, è un instancabile cercatore di segni di speranza da presentare al Signore perché li valorizzi”; o qualche generale dei gesuiti che affermi: "abbiamo creato figure simboliche, come il diavolo, per esprimere il male". Ecco perché in tempi di confusione della Fede, non è male, anzi è proprio un bene poter ascoltare qualche omelia di vera e sana dottrina cattolica. Come altre volte le omelie sono di padre Giorgio Maria Farè. A proposito di Sodoma e Gomorra... quei religiosi, diaconi, sacerdoti, presbiteri, prelati, vescovi, cardinali, ecc. che dubitando di Gesù Cristo, o che avendo perso la fede in Lui e nonostante ciò perseverino nell'ipocrisia di fingersi Pastori del gregge del Signore, sapendo invece di essere mercenari se non lupi, sappiano che (a meno di pentirsi) la figura della moglie di Lot diventata una statua di sale per essersi voltata (al male) è metafora (pallida) di quanto li aspetta.



Il 1° contributo audio si intitola: 

L'umilta è ciò che apre il cuore di Dio



Il 2° contributo audio si intitola
Dio vuole il meglio



Il 3° contributo audio si intitola
Il Papa siede sulla sua Cattedra per dare testimonianza di Cristo



Il 4° contributo audio si intitola
Triduo di preparazione alla festa del Volto Santo



Il 5° contributo audio si intitola
Festa del Volto Santo







sabato 5 novembre 2016

Il tritacarne mediatico anticristiano colpisce ancora




Questo blog nasce con queste (pie) intenzioni (vedi qui) che ripeto con altre parole: tutti coloro che, cristiani cattolici vicini o lontani, che fossero nel dubbio, che avessero magari scordato le poche nozioni di catechismo imparate distrattamente da bambini, che anche seguendo con amore le vicende di Santa Madre Chiesa, fossero nelle ambasce causate dalla confusione dottrinale, morale e di fede, in cui versano clero e fedeli e che avessero l'intenzione di (Ri)avvicinarsi a Gesù Via Verità e Vita, ebbene, dicevo, potranno trovare in questo blog uno strumento di divulgazione di notizie cattoliche e non, scevro da falsità dovute a ignoranza o peggio, a maliziosa ideologia (vedi qui)(vedi qui)(vedi qui). Naturalmente non voglio ergermi a "maestrina dalla penna rossa"; sono solo un umile strumento per divulgare la Verità che è Gesù Cristo; cerco di divulgare, trasmettere e ripubblicare notizie utili - a quanti sopra ho citato - affinché vengano svelate menzogne, manipolazioni, manovre propagandistiche lesive e nocive a Gesù Cristo e Santa Madre Chiesa. Amen. Lo so, lo so... le forze del male sono forti, hanno grande potere nel mondo, hanno grandi disponibilità finanziarie, hanno grande fascino verso le menti deboli, hanno capacità persuasive; al loro servizio si pongono tutti coloro che odiano Gesù Cristo e la Chiesa (da Lui fondata); tutti coloro che negano che Gesù Cristo è DIO e adorano altri dei; la lista dei nemici di Gesù è lunga, lunghissima, le statistiche ci dicono che i cristiani nel mondo, sono più di  due miliardi, ma sono cifre nominali, non corrispondenti al reale numero di fedeli credenti, questo sito (certamente di parte) trionfalmente ci da numeri mooooolto minori e senza venire in soccorso a questi atei (dichiarati), pur tuttavia dobbiamo riconoscere che i cristiani che "veramente credono" sono dell'ordine di una frazione decimale a quanto dichiarato. Ce ne dobbiamo preoccupare? No! siamo e saremo sempre "minoranza", ma Dio ama i piccoli e i deboli, è Lui la nostra forza. I nemici di Gesù sembrano pregustare la vittoria finale ma.... NON PRAEVALEBUNT. In attesa dello scontro finale, a contrastare la verità ci si mette anche qualche vescovo? parrebbe di sì, ed ecco che giungo all'argomento di oggi: il baccano mediatico e direi anche la confusione nei fedeli per quanto affermato da padre Giovanni Cavalcoli, teologo domenicano, dai microfoni di Radio Maria e per quanto ne è conseguito per l'intervento anche di alcune eminenti figure della gerarchia vaticana tra le quali il vice segretario di stato vaticano mons. Angelo Becciu; cosa ha affermato padre Cavalcoli e cosa ha commentato mons. Becciu lo possiamo leggere in questo articolo di:  lanuovabq.it - chi non si fidasse, farà bene a fare una breve ricerca sul web per verificare quanto successo, potrà così discernere - usando sapientemente dei doni divini tra i quali la ragione - tra bene e male, tra falsità e verità, tra candore e malizia. Aggiungo che di quanto si parla nell'articolo, cioè castighi divini sì, castighi divini no, ne avevo già accennato in questo mio post per un altro caso molto simile - leggere per credere - sembra un copia-incolla, stessa situazione e (quasi) stessi attori coinvolti (forse) malgrado loro. Il tutto riproposto, per far notare che quando si attiva la macchina del tritacarne mediatico (qualche volta chiamata macchina del fango) non c'è salvezza, vieni condannato prima ancora di renderti conto di quale terribile delitto hai compiuto... e se poi qualche mente più sveglia od onesta si prende la briga di approfondire, facendo notare che magari... forse... quello che è stato scritto... non è proprio proprio quello che è accaduto, BEH PAZIENZA... per le scuse, per le rettifiche, per il danno fatto... tutto passa in cavalleria... Pronti via... avanti un altro! Ma c'è di più, forse a voler pensar male (qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma si indovina), si potrebbe pensare che per un infortunio linguistico (se... infortunio era) basterebbe una rettifica o un chiarimento sull'argomento trattato, ma appunto, questi signori della "macchina del fango" sono lì, pronti, in attesa che la loro vittima faccia un passo falso, ed ecco che non aspettano altro che azzannare il malcapitato alla giugulare per succhiarne l'onore e la vita. E' questo il caso di Radio Maria? Potremmo chiedercelo, perché dall'evento accaduto è chiaro che né la Radio né il suo direttore avessero colpa alcuna; Radio Maria risulta estranea, ma è anche quella che ne ha riportato il danno maggiore, con il monito di "conformarsi" alle direttive vaticane o in alternativa di subire... subire che? possibili ritorsioni? in che campo? Ai posteri l'ardua sentenza.

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Dio perdona, il Vaticano no - terremoto e castigo divino, fulmini su Radio Maria

di Riccardo Cascioli - www.lanuovabq.it

E alla fine toccò anche a Radio Maria entrare nel mirino dei nuovi giudici implacabili che puniscono inesorabilmente quanti non si sottomettono alla dura legge della Misericordia. Fatto senza precedenti, è stato addirittura il numero 2 della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, a intervenire pesantemente per ammonire Radio Maria a «correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell’anno giubilare». Parole che sono pietre per una emittente che, pur di dimostrare fedeltà agli indirizzi pastorali di papa Francesco, ha eliminato dalla conduzione diversi collaboratori di peso. Ma cosa avrà combinato il buon padre Livio Fanzaga per meritare questa reprimenda?

In realtà padre Livio c’entra poco, il “crimine” è stato commesso da padre Giovanni Cavalcoli, teologo domenicano, durante la sua trasmissione lo scorso 30 ottobre. Secondo l’Espresso, che per primo ne ha dato notizia, padre Cavalcoli avrebbe detto che il recente terremoto è conseguenza dell’approvazione della legge sulle unioni civili. Da qui lo scatenarsi della bagarre, l’intervento di monsignor Becciu e a ruota altri vescovi, e controreplica di Cavalcoli che invita tutti a ripassare il catechismo. Ma ricostruiamo tutta la vicenda.

PADRE CAVALCOLI

Avesse veramente detto le cose come sono state riportate dalla stampa, indubbiamente padre Cavalcoli avrebbe detto qualcosa di insostenibile, come del resto aveva già spiegato Gesù: «Quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo» (Lc. 13, 4-5). Il disastro naturale non è la punizione diretta per un peccato, piuttosto costituisce un invito alla conversione.

Ma per tornare a padre Cavalcoli, in realtà il suo discorso (aggiunto da leggersi sotto a questo articolo) è stato molto più articolato nel tentativo di rispondere a un ascoltatore sul tema delle conseguenze del peccato mortale e dell’eventuale relazione tra peccati mortali e terremoti. Padre Cavalcoli ha spiegato il significato di peccato mortale; ha affermato che le catastrofi naturali sono conseguenza del peccato originale; è stato molto prudente nel collegare il terremoto alla conseguenza di gravi peccati come quello dell’approvazione delle unioni civili «per non trarre conclusioni che rischierebbero quasi la superstizione»; ma allo stesso tempo ha detto che sì, può essere anche pensato come «castigo divino» ma non nel «senso afflittivo» quanto «nel senso di richiamo alle coscienze».

LA STAMPA

I giornalisti ci hanno messo un po’ ma alla fine l’Espresso è uscito denunciando la “frase choc” di radio Maria: “il terremoto è la punizione per la legge sulle unioni civili”. Una semplificazione scorretta, una evidente strumentalizzazione. All’inizio la frase viene attribuita a padre Livio, poi corretta: responsabile del misfatto è padre Cavalcoli, che immediatamente si ritrova nel tritacarne dell’informazione. A ruota arrivano tutti i giornali, ovviamente nessuno si disturba a verificare quanto abbia effettivamente detto. E allora quella frase, così ingiusta nei confronti degli sfollati del Centro Italia, arriva ai piani alti del Vaticano...

MONSIGNOR BECCIU

... e il numero due della Segreteria di Stato, monsignor Becciu, interpellato dall’ANSA, non si fa pregare e spara a zero: «Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede», dice monsignor Becciu che, dopo aver impartito altre lezioni di misericordia, allarga il discorso dal singolo intervento all’attività della radio: «Radio Maria deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell'anno giubilare». Seguono le scuse alle vittime del terremoto.

L’intervento del Sostituto alla Segreteria di Stato vaticana, come prevedibile, fa il giro del mondo. E a ruota lo seguono altri vescovi: monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, parla di «scempiaggini blasfeme»; e monsignor Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, non può «tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali, stampati o parrocchiali quando si attribuisce al terremoto la valenza di "castigo di Dio per le unioni civili"». È chiaro che nessuno di loro ha ascoltato o letto per intero l’intervento di padre Cavalcoli, sono bastate poche righe sui giornali di regime per decretare la sentenza. E del resto padre Cavalcoli, immediatamente accalappiato dai conduttori del programma radiofonico La Zanzara, non fa nulla per placare la tempesta, magari spiegando la differenza fra ciò che aveva detto e ciò che è stato riportato, anzi rincara la dose citando anche Sodoma e Gomorra.

RADIO MARIA

Prima ancora che monsignor Becciu scagliasse i suoi fulmini, nel tentativo di prevenire la tempesta Radio Maria si era affrettata a smentire il coinvolgimento di padre Livio e a prendere le distanze da padre Cavalcoli, di cui però – sul sito dell’emittente - veniva correttamente riportato audio e trascrizione completa dell’intervento: «Le espressioni riportate – si legge nel comunicato – sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, e non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo». Evidente l’imbarazzo per un “incidente” che rischia di far saltare delicati equilibri ecclesiali a danno dell’emittente. Imbarazzo tale da non tentare neanche di chiarire cosa ha effettivamente detto padre Cavalcoli, abbandonato così al suo destino. Ma l’intervento di monsignor Becciu dimostra che, malgrado l’estrema abnegazione con cui padre Livio sostiene la linea pastorale del pontificato – fedele allo statuto dell’emittente –, a Roma ci sono molti che non amano Radio Maria e il rilancio dei messaggi di Medjugorje.

Fa comunque molto riflettere la pesantezza dell’intervento di monsignor Becciu, che non ha assolutamente precedenti. Considerando le vere e proprie eresie che spesso vengono diffuse da giornali ed emittenti cattoliche anche istituzionali senza che dai vertici Cei o vaticani venga articolato un solo suono, il siluro lanciato per una interpretazione tendenziosa di un intervento lascia stupefatti. Non può poi certo essere ignorato il fatto che monsignor Becciu non si è limitato a stigmatizzare l’infelice uscita di padre Cavalcoli, ma ha voluto regolare i conti con la conduzione di Radio Maria in generale. Cambi linguaggio e si converta al messaggio della Misericordia, ha detto chiaramente; e non si sa con quale autorità visto che Radio Maria non dipende dalla Santa Sede.

Ma si capisce che in questo clima di pacificazione con il mondo, la nomenclatura non tollera neanche che si usi un concetto come “castigo”, che pure ha fondamento biblico e si trova anche in una preghiera popolare come l’Atto di dolore («...peccando ho meritato i Tuoi castighi»). Nessuno credo abbia in mente di proporre l’idea di un Dio vendicativo ma fare credere alla gente che il peccato non abbia conseguenze temporali, oltre che eterne, è un inganno bello e buono.

E questo, pur lasciando in pace le popolazioni vittime del terremoto, che hanno bisogno di aiuti materiali ma anche di preghiere, non certo di battaglie ideologico-religiose e di regolamenti di conti giocati sulla loro pelle.


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RADIOMARIA

SOSPESA LA TRASMISSIONE DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI

Radio Maria ritiene inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua trasmissione mensile.Tale posizione non è in linea con l'annuncio della misericordia che è l'essenza del cristianesimo e dell'azione pastorale di Papa Francesco. Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la Chiesa.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI ALLA DOMANDA DI UN ASCOLTATORE SUL TERREMOTO

Ascoltatore: La domanda che le voglio fare è la stessa ma è duplice, nel senso: con il Battesimo l'uomo entra nella grazia di Dio, comincia a circolare in questa dinamica virtuosa; quando l'uomo con il peccato mortale invece esce da questa vita, le conseguenze sono solo spirituali o possono essere anche materiali? E allargo il discorso, per quello dicevo che la domanda è duplice, ma è grosso modo la stessa radice: quando un popolo o i legislatori di questo popolo fanno delle leggi contrarie a Dio, come purtroppo è avvenuto in Italia qualche mese fa – mi riferisco alle leggi sulle unioni civili e a tutto quello che vorrebbe conseguirne, quali sono le conseguenze? E arrivo al punto della mia domanda: le catastrofi naturali come il terremoto, possono essere una conseguenza di un popolo, di un legislatore che fa delle leggi contrarie? Il terremoto di questi giorni può avere una radice....?

Padre Cavalcoli: Allora, riprendiamo tutto il suo discorso. Le conseguenze del peccato mortale: il peccato mortale è la perdita della grazia tuttavia Dio sta vicino a tutti, quindi c'è la possibilità che il peccatore si penta e se si pente riacquista la grazia, grazia, come ho detto, che deriva dal battesimo. Quando uno cade nel peccato mortale, si potrebbe dire che la grazia del battesimo quasi si addormenta, di fatto la perde. Per cui se disgraziatamente dovesse morire va all'inferno, è una cosa abbastanza seria. Quindi in caso di peccato mortale bisogna rimediare quanto prima. Altre cose che lei ha detto, la legislazione che è in contrasto con la nostra religione. Sì, anche queste leggi sulle unioni civili certamente ci creano molta difficoltà a noi credenti, non c'è dubbio. Che relazione ci può essere col peccato? Bisogna stare attenti, le leggi dello stato purtroppo a volte possono manifestarsi ingiuste, quindi noi cristiani non dobbiamo approfittarne, perché se ne approfittiamo pecchiamo, possiamo peccare anche mortalmente. Per quanto riguarda poi la questione dei terremoti, cosa possiamo dire? Anche qui posso rispondere con sicurezza come dogmatico: una cosa è sicura, che i cataclismi, la natura, i disordini della natura, tutte quelle azioni della natura che mettono in pericolo la vita umana sono di tanti tipi, le alluvioni, eccetera, hanno una spiegazione di carattere teologico. Non sto facendo il geologo, distinguiamo bene i campi - un conto è una causa fisica di un terremoto, non è il mio campo, lascio tutto il campo agli esperti e mi auguro con tutto il cuore che la scienza progredendo, possa – e ci arriveremo un giorno, ci arriveremo! Come abbiamo fatto tante conquiste, arriveremo in qualche modo a capire quali sono le cause e quindi fare in modo o di difenderci da questi terremoti, poterli prevedere, o (adesso non vorrei spararla grossa) chi non sa che un giorno non arriveremo anche a impedirli, perché no? Comunque, chiuso questo, io sono un teologo, andiamo avanti col discorso teologico. Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, quindi si possono considerare veramente come castigo del peccato originale – anche se la parola non piace, ma io la dico lo stesso, è una parola biblica, non c’è nessun problema. Naturalmente bisogna intendere bene cosa si intende per castigo. Poi un'ultima domanda che lei dice: ma non saranno un castigo divino per azioni commesse oggi nella nostra società? Questo è un discorso molto più delicato, eventualmente si può avere una qualche opinione, qui non si riesce a raggiungere una sicurezza, a meno che uno non abbia un'illuminazione divina. Io vi dico questo, una mia opinione personalissima. Mi ha profondamente colpito questa enorme disgrazia della distruzione della chiesa, che ricorda a Norcia San Benedetto. Mi ha colpito molto, ripeto, non voglio trarre delle conclusioni che rischierebbero quasi la superstizione, però vi confesso che mi ha molto colpito in questo senso: chi è stato Benedetto? Benedetto è il patrono d'Europa, è il padre della civiltà cristiana europea. Oggi, ormai, i più grandi studiosi non solo cattolici, ma anche laici, stanno constatando una gravissima crisi nell'Europa, e anche l'altro giorno ascoltavo una conferenza del professor Gotti Tedeschi, che è un grande economista ma nello stesso momento è anche filosofo, è anche teologo, e si è fermato su questa situazione e ha mostrato il legame che c'è tra la crisi economica europea e la crisi spirituale europea. Adesso non mi diffondo ma è stata interessantissima, tra l'altro ha accennato a come [...]...esimo interessante, anche lui, economista di fama internazionale ha detto che la crisi della famiglia, il calo delle nascite, è legato anche al processo di "miserimento" verso il quale noi stiamo andando con la dissoluzione, col fatto che le industrie vanno all'estero sta succedendo che i grandi sogni di potenza europea stanno cadendo e in altre grandissime zone del pianeta come in Cina, in America Latina, in Africa, lì non c'è questo calo di nascite, ci sono famiglie numerose, negli stessi paesi islamici, e lì è in atto un grosso sviluppo economico per cui noi europei che vantavamo questa bella idea, questa idea malthusiana che la riduzione delle nascite avrebbe aumentato la ricchezza, sta succedendo l'inverso. Allora arrivo al dunque: castigo divino. Vedete un po’, insomma, si ha l’impressione che queste offese che si recano alla legge divina, pensate alla dignità della famiglia, alla dignità del matrimonio, alla stessa dignità dell’unione sessuale, al limite, no? Vien fatto veramente di pensare che qui siamo davanti, chiamiamolo castigo divino, certamente è un richiamo molto forte della provvidenza, ma non tanto nel senso, non diciamo nel senso afflittivo, ma nel senso di richiamo alle coscienze, per ritrovare quelli che sono i principi della legge naturale. 


martedì 21 giugno 2016

È quasi mezzanotte




Le notizie si susseguono con cadenza giornaliera.

Certo, non sui mezzi del mainstream: quelli si guardano bene dal dirlo.

Bisogna cercarle con attenzione, trovarne i collegamenti e metterle insieme a comporre un quadro generale.

Ultimamente, però, è sempre più facile unire i puntini che formano il disegno, tanto che persino un chiunque chicchessia come il sottoscritto è in grado di intuirne la forma finale.

Un po’ come quando stai facendo un puzzle: all’inizio cerchi i pezzi della cornice, che sono i più distinguibili, quindi procedi con quelli dell’interno, che è il passaggio più difficile, ma mano a mano che procedi nella composizione i tasselli si trovano con più facilità, la figura d’insieme prende forma, ed individuare i pezzi mancanti diventa sempre meno complicato.

Ma forse ci sta anche che dopo un po’ ci fai l’occhio.

E così quando leggi che in Macedonia è scoppiata la rivoluzione “colorata” non ti stupisci più, e ti risulta perfettamente logico del perché UE ed USA intendano installare in quel paese un governo filo-occidentale: in tal modo la Serbia rimarrebbe isolata e la Russia si troverebbe a non avere più aree di influenza nei balcani.

D’altronde le manovre di accerchiamento della NATO nei confronti della Russia sono da mesi all’ordine del giorno: con l’ultima base Aegis in Romania gli Stati Uniti hanno praticamente completato l’istallazione di basi di difesa missilistica a ridosso del confine russo, e quando Putin ha chiesto ad Obama di parlarne, Mr. President ha rifiutato (dicono) in modo sprezzante.

Nel frattempo le navi statunitensi e della NATO si ammassano al largo dei mari russi ed i contatti tra la milizia occidentale e quella russa hanno ormai cadenza come minimo settimanale, anche se per ora sembrerebbe soltanto una fase di studio e di reciproca vigilanza.

È di ieri, ad esempio, la notizia che un aereo-spia di bandiera svedese (il Gulfstream IV) si è avvicinato ai confini della regione di Kaliningrad: ai bei tempi della Guerra Fredda, un’azione del genere sarebbe stata intollerabile per l’allora Unione Sovietica.

Non oggi per Putin, però, che dimostra invero una pazienza quasi profetica nel non dare seguito alle continue provocazioni degli Stati Uniti, le quali sono davvero in crescita esponenziale.

È sempre di ieri la dichiarazione di Victoria Nuland secondo cui gli USA sono disponibili ad un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro la Russia, per dirne una, mentre cresce in Europa la contrarietà a mantenere ancora quelle attualmente in vigore.

Tuttavia la UE è soggiogata alla politica USA, tanto che proprio su pressione di Washington, la Germania si è decisa a rimaneggiare la lista nazionale dei buoni e dei cattivi (cosa che non faceva da dieci anni), spostando la Russia dalla lista degli stati considerati “partners” a quella dei “rivali”; azione che ha davvero pochissimo senso se non quello di una subordinazione ad un ordine venuto da ovest, poiché i rapporti commerciali tra i due stati sono storicamente floridi e paiono mantenersi tali anche attualmente, alla faccia di tali presunte classificazioni.

Ma le provocazioni pretestuose non finiscono qui, anzi paiono moltiplicarsi: dopo che il Pentagono ha messo nero su bianco nei suoi documenti d’impostazione strategica che per gli USA e gli alleati del Patto Atlantico la prima minaccia è la Russia, il Dipartimento di Stato presieduto da John Kerry ha dichiarato che adesso è finalmente stata individuata la principale fonte del terrorismo internazionale (quello contro cui l’America, da quindici anni a questa parte, è impegnata formalmente in un’azione bellica globale): essa sarebbe, guarda un po’, l’Iran, la nazione con cui la Russia ha intensificato sempre di più i rapporti almeno da marzo di quest’anno, quello stesso paese con cui, tra l’altro, la Cina mantiene un’alleanza storica. Cina che ultimamente ha aumentato su tutti i fronti le relazioni proprio con la Russia.

Viene da chiedersi se e fino a quando le provocazioni occidentali a Putin ed al suo paese verranno tollerate.

Perché per ora il presidente russo sembra come quell’orso enorme che, consapevole della propria forza, sopporta pazientemente le continue punzecchiature di uno sciame di vespe agguerrite, ben sapendo che nel momento in cui cedesse alle provocazioni si scatenerebbe un conflitto in grado di annientare l’intero pianeta.

Ma tale consapevolezza sembra non esserci da parte occidentale, non si sa bene se per deliberata indifferenza o per un errore di valutazione delle forze in gioco, fattostà che l’unico che in questo braccio di ferro sta dimostrando seria responsabilità è proprio Putin.

Il quale stoicamente resiste persino alle pressioni interne del proprio entourage militare, il quale parrebbe forzare per una risposta bellica entro la primavera del 2017, preferibilmente nel mese di maggio.

La situazione è realmente inquietante, ed oramai non ci si può più permettere di restare accomodati sugli allori della presunta sicurezza che, siccome tutti sanno che un conflitto atomico equivarrebbe all’annichilimento totale, non potrà mai avere realmente luogo, poiché evidentemente al signor “PremioNobelPerLaPace” non interessa.

Viene in mente quell’orologio virtuale che segna l’ora della fine del mondo: quel “Doomsday Clock” nato nel 1947 nell’Università di Chicago le cui lancette sono state spostate nel corso degli anni più e più volte a seconda della vicinanza di un reale pericolo di annientamento globale, e che fino al gennaio di quest’anno segnavano le 23:57.

Qui urge vigilare, formandosi ed informando, e nel contempo vegliare, preferibilmente in orazione, non solo per scongiurare una guerra che sarebbe quella definitiva, ma soprattutto e principalmente per essere pronti a vincere quell’unica battaglia in cui davvero occorre trionfare, quella per la salvezza della propria anima.

Ma già, che sciocco: quasi dimenticavo.

Come non detto, gente: domani iniziano gli Europei di calcio…



Questo bell'articolo mi/ci ricorda che siamo come su Titanic, metafora della nostra cara, vecchia, unica e insostituibile Terra; e noi che suoniamo e balliamo al ritmo di leggi inique che vogliono liberalizzare ogni possibile desiderio perverso e renderlo un diritto umano (un esempio), mentre popoli e nazioni vengono affamate e impoverite da guerre asimmetriche combattute da stati "canaglia" [vedi qui], [vedi qui], [vedi qui], imperialisti e colonialisti, veri vampiri e predatori delle ricchezze degli stati aggrediti, con le armi delle sanzioni economiche o della manipolazione dei fatti e della realtà attraverso i potenti mezzi di propaganda dei media mainstream al soldo di... (ne ho parlato qui), poi se qualcuno parla di castighi di Dio... apriti cielo...


giovedì 12 maggio 2016

I castighi di Dio sono ancora attuali ?




Lo vedo! lo vedete? lo tsunami arriva!  sta arrivando! La nostra povera Italia e la nostra povera Europa travolte dallo tsunami, no, non quello fisico, ondoso, liquido, ma quello etico, morale, spirituale; quello che tutto distrugge, devasta: la mente, i rapporti sociali e civili, le relazioni interpersonali; quello che ci trasforma in egoisti, materialisti, nichilisti, pessimisti, distratti e superficiali non vediamo più intorno a noi motivi per solidarizzare, la "società", il "potere", la "cultura" del nostro mondo, quello in cui viviamo, ci dice che siamo solo "bestie" perché la spiritualità che ci eleva e ci differenzia da tutti gli altri animali viene negata e rifiutata, siamo solo quello che mangiamo...  Ci viene detto che abbiamo, dobbiamo avere i "diritti", solo diritti, sempre diritti, i doveri si sono persi per strada, ma in aggiunta ora ci viene detto che i "desideri", tutti quelli che ci passano per la testa, sono e devono diventare altri nuovi "diritti"; la ragione, la ragionevolezza sono accantonate, non servono più, però così facendo qualcosa non quadra più, se tutto è lecito, se tutto è desiderabile e quindi diventa un nostro diritto, allora senza doveri, senza regole, tutto salta, stiamo arrivando al caos, alla distruzione della società. Le leggi che governano la convivenza sociale di un popolo, di una nazione, di un continente, sono fatte da politici, da uomini, ma non è detto che siano sempre positive, utili, lecite, "giuste". Quante leggi in questi anni sono state varate per soddisfare i "desideri", i "diritti", ma fino a che punto erano "giuste"? Sono giuste le leggi che hanno istituzionalizzato e quindi reso lecito l'aborto? il divorzio? ed ora le unioni civili con annesse (tra poco) adozioni e maternità surrogata o come la si voglia chiamare? Sì! per la società laica, laicissima anzi laicista, queste sono conquiste di civiltà contro il medioevo oscurantista di chi queste leggi rifiuta e combatte. I mass-media che propagandano e accompagnano queste idee laiche, laicissime anzi laiciste, con campagne martellanti e incessanti, dopo aver soffiato sul fuoco ammirano i risultati ottenuti; si vedano anche le campagne giornalistiche a favore di leggi non ancora approvate come quelle sulla eutanasia (che per altro anche senza una normativa vigente, vengono tranquillamente effettuate, basta andare oltre confine et voilà...); le leggi "giuste" o "inique" che siano, modificano la visione della vita e il modo di pensare di chi le "subisce"; così una società cambia in meglio o in peggio, un popolo cambia in meglio o in peggio, in base alle leggi emanate dal "potere" che così facendo guida, indirizza, influisce e penetra profondamente nella società civile, fino a manipolarla secondo i propri interessi. Orbene, da molto tempo ormai i governanti della nostra povera Italia ed Europa, si sono ripromessi di trasformare la società civile in senso laico, laicissimo anzi laicista, il sentire comune dei popoli era fino a pochi decenni fa, religioso se non marcatamente cristiano, la società è stata rivoltata come un calzino, con i potenti mezzi a loro disposizione. Ecco allora io ritorno a chiedere: lo vedete lo tsunami? Noo? Allora qui potrei ergermi a profeta di sventure, che molto probabilmente ci cadranno sul capo se continueremo su questa strada: una società allo sbando etico e morale ma anche sociale, economico e... strutturale: le crepe che annunciano lo sgretolarsi del nostro "mondo" si vedono già evidentissimamente... Noo? Allora riascoltiamo le parole dette a La Salette, e poi a Fatima da Maria, la Beata Vergine Maria; qui metto un video di padre Serafino Tognetti:



Per non citare altre autorevoli apparizioni della Madonna. Ahhh... qui ti volevamo... sei un oscurantista medioevale credulone cattolico, allora tutti i tuoi discorsi fin qui non valgono più niente... (diranno i nipotini di Nietzsche, di Marx, affiliati ai vari partiti radicali di massa o della massoneria). Cosa ha detto Maria? di convertirci, cioè cambiare vita, da questa vita materialista, libertina e atea per non incorrere nei castighi di Dio. Castighi? ahh, ma allora sei proprio un credulone, ai castighi di Dio non ci crede più nessuno, neanche la chiesa... Peccato che chi ragiona in questo modo sia un poco disinformato, la Chiesa non ha mai mandato in soffitta (finora) Vangelo e Parole di Gesù Cristo; qualche anno fa proprio dopo un maremoto in Giappone, Roberto de Mattei vedi qui citò i castighi di Dio in una conferenza radiofonica, successe il finimondo vedi qui, ci furono interrogazioni parlamentari e richieste di dimissioni dal CNR di cui De Mattei era all'epoca vicepresidente, accusandolo di fondamentalismo e oscurantismo. In questi tempi in cui è di moda parlare di misericordia, non possiamo dimenticare che la misericordia è conseguenza del pentimento dei nostri peccati, altrimenti la misericordia non c'è, non viene data e se non viene accolta rimane la giustizia di Dio a cui andremo incontro se avremo rifiutato la sua misericordia, quindi diventa centrale il discorso del pentimento dei peccati ma se nella nostra società i peccati non solo non vengono riconosciuti e ammessi e confessati ma diventano diritti e libertà da far valere... e allora di cosa stiamo parlando? di misericordia? ma se non ne abbiamo bisogno? se preferiamo essere liberi, liberi, liberi, autonomi, indipendenti da... Dio? Chi rifiuta la Misericordia, incontrerà la Giustizia di Dio. Allora la conversione ha un senso, ma anche i castighi hanno senso, Dio è paziente ma soprattutto è fedele a se stesso e ciò che ha stabilito avverrà infallibilmente, sta al nostro libero arbitrio scegliere di corrispondere la sua volontà o no, e se è no, perché meravigliarsi dei suoi castighi e accusarlo di non essere buono? Pretendiamo di vivere da materialisti in opposizione a tutte le leggi di Dio e poi ci lamentiamo? Come fare per rimediare? Ascoltiamo quello che dice padre Giorgio Maria a proposito dell'Ora Santa per "calmare la collera divina...":








Buon ascolto!